AffittiamoCi
Casa, Lavoro, Comunità.
Il Problema:
La "Fascia Grigia" e il Paradosso Territoriale
Il progetto parte dalla constatazione che l'emergenza abitativa è diventata una crisi strutturale. Non riguarda più solo i fragili, ma coinvolge sempre più anche la cosiddetta "fascia grigia": lavoratori, giovani, anziani e persone separate che dispongono di redditi intermedi, troppo alti per accedere agli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ITEA) ma troppo bassi per sostenere i costi del libero mercato immobiliare.
Il problema abitativo si pone sicuramente come un'importante questione sociale ma va anche letto come fattore che incide direttamente sulla tenuta del sistema economico e
occupazionale locale, sulla capacità dei territori di attrarre e trattenere lavoratori e famiglie, e sulla vitalità delle comunità.
In questo quadro, l'analisi evidenzia un doppio problema specifico della Valsugana:
- Alta Valsugana (es. Pergine, Levico Terme): l'attrattività turistica e la vicinanza a Trento hanno alzato i valori immobiliari e i costi dell’abitare. Molti proprietari privilegiano gli "affitti brevi" (turistici) o comunque transitori, percepiti come più
redditizi e sicuri rispetto all'affitto residenziale stabile. - Bassa Valsugana e Tesino: si registra un progressivo spopolamento ma anche un elevato numero di abitazioni sfitte, mentre le aziende locali faticano a reperire
manodopera a causa della mancanza di alloggi disponibili. Si innesca così un circolo vizioso in cui le case restano vuote e lo sviluppo economico locale rallenta perché i lavoratori non riescono a insediarsi sul territorio.
La Soluzione:
Il "Distretto dell'abitare di Comunità"
L'idea centrale è la creazione di un "Distretto dell'abitare di Comunità", inteso come un ecosistema territoriale che integra politiche abitative, inclusione sociale, occupazione e sviluppo locale.
La casa non viene considerata esclusivamente come bene economico privato, ma come "bene relazionale" e servizio alla comunità. L’affitto residenziale viene reinterpretato come pratica che genera valore sociale condiviso, contribuendo al benessere collettivo, alla stabilità lavorativa e alla qualità dell’abitare.
Il progetto intende interrompere la spirale di sfiducia tra proprietari e inquilini attraverso un sistema di intermediazione garantita e accompagnata, che coinvolge associazioni, sindacati, imprese e istituzioni locali, promuovendo pratiche di cooperazione, reciprocità e corresponsabilità.
Gli Obiettivi Strategici
Convincere i proprietari che mantenere un alloggio sfitto rappresenta un costo economico e sociale (deperimento immobile, tassazione, impoverimento del territorio e della comunità). Si promuove una nuova cultura dell’affitto come contributo al “buon abitare” e alla qualità della vita della comunità locale. Per superare i timori legati alla scelta dell’affitto a lungo termine, il progetto mira a rendere il mercato più trasparente attraverso strumenti come i "curriculum abitativi" di inquilini e proprietari.
Non un semplice incontro tra domanda e offerta, ma un percorso guidato di selezione e accompagnamento. Proprietari e inquilini vengono messi nella condizione di "scegliersi" sulla base di un progetto abitativo chiaro e condiviso Il presidio territoriale, il controllo sociale tipico delle piccole comunità e il supporto della rete di partner consentono di intercettare precocemente le criticità, prevenendo conflitti, morosità e sfratti.
Costruire un sistema integrato di welfare abitativo territoriale in cui le aziende siano coinvolte nel supporto all’abitare dei lavoratori (welfare aziendale). È previsto uno studio di fattibilità per un Fondo mutualistico locale pensato per accompagnare le fasi della transizione abitativa (ad esempio in caso di perdita del lavoro), superando i limiti degli attuali strumenti di sostegno alla morosità incolpevole.
Piano d'Azione Dettagliato
- Tavoli Territoriali con amministrazioni, sindacati e aziende per analizzare le cause della mancata messa a disposizione degli alloggi e trovare soluzioni integrate.
- Storytelling: produzione di video-pillole che raccontano storie di "affitti riusciti" per rafforzare la fiducia dei proprietari.
- Campagna informativa: serate pubbliche formative (anche con didattica ludica), sito web dedicato e identità visiva del progetto (logo).
- Sportelli di Comunità a Strigno, Borgo Valsugana e Pergine (a rotazione, con apertura bisettimanale) che offrono:
- Counseling motivazionale: per capire i bisogni veri di proprietari e inquilini.
- Consulenza giuridica: per stipulare contratti sicuri e corretti (es. canone
concordato). - Supporto lavorativo e all’occupazione, in collaborazione con UIL del Trentino.
- Viaggi Formativi: due visite studio verso realtà italiane che hanno sviluppato modelli efficaci di risposta ai problemi abitativi.
- Coinvolgimento delle imprese locali per l’attivazione di misure di welfare abitativo per
i propri lavoratori (trasporti, sostegni all’affitto, flessibilità organizzativa).
- Studio di fattibilità per l’avvio del Fondo Mutualistico Locale.
Supervisione costante dell'equipe RNCS, valutazione attraverso questionari agli utenti e analisi dei contratti attivati.
La Rete dei Partner
Il progetto si fonda su una rete articolata e complementare:
Rete Nazionale Coabitare Solidale
Capofila: regia complessiva, metodologia dell'housing sociale.
https://www.rncs.it
Associazione A.M.A. (Auto Mutuo Aiuto)
Esperienza nel progetto "VIVO.CON", competenze relazionali e gestione degli aspetti di convivenza
https://www.automutuoaiuto.it/progetti/vivo-con
Punto Zero APS
animazione territoriale e promozione sociale in Alta Valsugana.
https://www.puntozeroaps.it
Fondazione Caritas Diocesana
supporto alla rete e sensibilizzazione.
https://www.diocesitn.it/fondazione-caritas-diocesana/
Fondazione VALTES
supporto informativo ed operativo; sensibilizzazione.
https://www.fondazionevaltes.it/


