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AffittiamoCi

Casa, Lavoro, Comunità.

Soggetti Proponenti: Rete Nazionale Coabitare Solidale ETS (RNCS) in stretta collaborazione con UIL del Trentino.
Area di Intervento: alsugana e Tesino (specificamente le Comunità di Valle "Alta Valsugana e Bersntol" e "Valsugana e Tesino").
Durata prevista: 12 mesi
Il progetto “AffittiamoCi” intende sperimentare in Valsugana e Tesino un modello innovativo di intervento attraverso la costituzione di un vero e proprio “Distretto dell’abitare di Comunità”, capace di incrementare l’offerta di alloggi in affitto a canone accessibile, rafforzando al contempo la coesione sociale, l’attrattività territoriale e le opportunità di sviluppo economico e occupazionale locale. Il progetto è finanziato attraverso uno specifico bando promosso dalla Provincia autonoma di Trento per favorire l'incremento della disponibilità di alloggi da locare nel libero mercato.

Il Problema:

La "Fascia Grigia" e il Paradosso Territoriale
Il progetto parte dalla constatazione che l'emergenza abitativa è diventata una crisi strutturale. Non riguarda più solo i fragili, ma coinvolge sempre più anche la cosiddetta "fascia grigia": lavoratori, giovani, anziani e persone separate che dispongono di redditi intermedi, troppo alti per accedere agli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ITEA) ma troppo bassi per sostenere i costi del libero mercato immobiliare.

Il problema abitativo si pone sicuramente come un'importante questione sociale ma va anche letto come fattore che incide direttamente sulla tenuta del sistema economico e
occupazionale locale, sulla capacità dei territori di attrarre e trattenere lavoratori e famiglie, e sulla vitalità delle comunità.
In questo quadro, l'analisi evidenzia un doppio problema specifico della Valsugana:

  1. Alta Valsugana (es. Pergine, Levico Terme): l'attrattività turistica e la vicinanza a Trento hanno alzato i valori immobiliari e i costi dell’abitare. Molti proprietari privilegiano gli "affitti brevi" (turistici) o comunque transitori, percepiti come più
    redditizi e sicuri rispetto all'affitto residenziale stabile.
  2. Bassa Valsugana e Tesino: si registra un progressivo spopolamento ma anche un elevato numero di abitazioni sfitte, mentre le aziende locali faticano a reperire
    manodopera a causa della mancanza di alloggi disponibili. Si innesca così un circolo vizioso in cui le case restano vuote e lo sviluppo economico locale rallenta perché i lavoratori non riescono a insediarsi sul territorio.

La Soluzione:

Il "Distretto dell'abitare di Comunità"
L'idea centrale è la creazione di un "Distretto dell'abitare di Comunità", inteso come un ecosistema territoriale che integra politiche abitative, inclusione sociale, occupazione e sviluppo locale.

La casa non viene considerata esclusivamente come bene economico privato, ma come "bene relazionale" e servizio alla comunità. L’affitto residenziale viene reinterpretato come pratica che genera valore sociale condiviso, contribuendo al benessere collettivo, alla stabilità lavorativa e alla qualità dell’abitare.

Il progetto intende interrompere la spirale di sfiducia tra proprietari e inquilini attraverso un sistema di intermediazione garantita e accompagnata, che coinvolge associazioni, sindacati, imprese e istituzioni locali, promuovendo pratiche di cooperazione, reciprocità e corresponsabilità.

Gli Obiettivi Strategici

Obiettivo 1: Sensibilizzazione e scouting (Trovare le case)

Convincere i proprietari che mantenere un alloggio sfitto rappresenta un costo economico e sociale (deperimento immobile, tassazione, impoverimento del territorio e della comunità). Si promuove una nuova cultura dell’affitto come contributo al “buon abitare” e alla qualità della vita della comunità locale. Per superare i timori legati alla scelta dell’affitto a lungo termine, il progetto mira a rendere il mercato più trasparente attraverso strumenti come i "curriculum abitativi" di inquilini e proprietari.

Obiettivo 2: Costruire Fiducia (matching domanda-offerta)

Non un semplice incontro tra domanda e offerta, ma un percorso guidato di selezione e accompagnamento. Proprietari e inquilini vengono messi nella condizione di "scegliersi" sulla base di un progetto abitativo chiaro e condiviso Il presidio territoriale, il controllo sociale tipico delle piccole comunità e il supporto della rete di partner consentono di intercettare precocemente le criticità, prevenendo conflitti, morosità e sfratti.

Obiettivo 3: Prevenzione e Sistema (welfare territoriale)

Costruire un sistema integrato di welfare abitativo territoriale in cui le aziende siano coinvolte nel supporto all’abitare dei lavoratori (welfare aziendale). È previsto uno studio di fattibilità per un Fondo mutualistico locale pensato per accompagnare le fasi della transizione abitativa (ad esempio in caso di perdita del lavoro), superando i limiti degli attuali strumenti di sostegno alla morosità incolpevole.

Piano d'Azione Dettagliato

Azione 1: Comunicazione e sensibilizzazione

- Tavoli Territoriali con amministrazioni, sindacati e aziende per analizzare le cause della mancata messa a disposizione degli alloggi e trovare soluzioni integrate.

- Storytelling: produzione di video-pillole che raccontano storie di "affitti riusciti" per rafforzare la fiducia dei proprietari.

- Campagna informativa: serate pubbliche formative (anche con didattica ludica), sito web dedicato e identità visiva del progetto (logo).

Azione 2: Matching (l'intervento pratico)

- Sportelli di Comunità a Strigno, Borgo Valsugana e Pergine (a rotazione, con apertura bisettimanale) che offrono:

  • Counseling motivazionale: per capire i bisogni veri di proprietari e inquilini.
  • Consulenza giuridica: per stipulare contratti sicuri e corretti (es. canone
    concordato).
  • Supporto lavorativo e all’occupazione, in collaborazione con UIL del Trentino.

- Viaggi Formativi: due visite studio verso realtà italiane che hanno sviluppato modelli efficaci di risposta ai problemi abitativi.

Azione 3: Costruzione del Distretto e Welfare

- Coinvolgimento delle imprese locali per l’attivazione di misure di welfare abitativo per
i propri lavoratori (trasporti, sostegni all’affitto, flessibilità organizzativa).

- Studio di fattibilità per l’avvio del Fondo Mutualistico Locale.

Azione 4: Monitoraggio

Supervisione costante dell'equipe RNCS, valutazione attraverso questionari agli utenti e analisi dei contratti attivati.

La Rete dei Partner

Il progetto si fonda su una rete articolata e complementare:

Rete Nazionale Coabitare Solidale

Rete Nazionale Coabitare Solidale

Capofila: regia complessiva, metodologia dell'housing sociale.

https://www.rncs.it
UIL Trentino

UIL Trentino

rapporto con le imprese

https://www.uiltn.it
Associazione A.M.A. (Auto Mutuo Aiuto)

Associazione A.M.A. (Auto Mutuo Aiuto)

Esperienza nel progetto "VIVO.CON", competenze relazionali e gestione degli aspetti di convivenza

https://www.automutuoaiuto.it/progetti/vivo-con
Punto Zero APS

Punto Zero APS

animazione territoriale e promozione sociale in Alta Valsugana.

https://www.puntozeroaps.it
Fondazione Caritas Diocesana

Fondazione Caritas Diocesana

supporto alla rete e sensibilizzazione.

https://www.diocesitn.it/fondazione-caritas-diocesana/
Fondazione VALTES

Fondazione VALTES

supporto informativo ed operativo; sensibilizzazione.

https://www.fondazionevaltes.it/

Contatti

Francesco Minora

Coordinatore Progetto AffittiamoCi per RNCS

affittiamoci@rncs.it

Walter Largher

per aziende

info@rncs.it

Antonella Rovri

per aziende

info@rncs.it

Stefano Sarzi Sartori

per corpi intermedi e istituzioni pubbliche

info@rncs.it

UNIAT

Sportello

info@rncs.it

Zilma Lucia Velame

Segreteria RNCS

affittiamoci@rncs.it